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CULTURA
6 giugno 2011
Gli Eventi Collaterali della Biennale di Venezia
di Valentina Mariani
Dal 4 giugno Venezia diventa il centro del mondo. Appassionati, esperti o curiosi, tutti dirigeranno i propri passi tra Giardini e Arsenale nei prossimi sei mesi, per vedere le opere esposte per la 54a Esposizione Internazionale d’Arte. Ma, per chi ha passione e qualche giorno di tempo, sono numerosi gli eventi da segnare sull’agenda e tra cui scegliere. La città lagunare infatti offre ben
37 mostre collaterali,
che completano e arricchiscono il percorso tra i vari Padiglioni della Biennale, con un’apertura altrettanto contemporanea e internazionale.

A partire dall’indiano
Anish Kapoor,
con Ascension, un’installazione site – specific nella Basilica di San Giorgio sull’Isola di San Giorgio Maggiore. Si tratta di un’opera creata per la prima volta nel 2003 e che da quel momento ha viaggiato tra Italia, Brasile e Cina, per approdare ora all’interno di uno dei capolavori dell’architettura italiana; dialogando intimamente e coerentemente con il contesto architettonico, il fumo diventa colonna e incarna “l’idea dell’immaterialità che diventa oggetto”, secondo le parole dell’artista.

San Giorgio non è l’unico edificio sacro coinvolto. Lech Majewski è ospite della chiesa di San Lio, con Bruegel Suite: un arazzo digitale che ripropone l’Andata al Calvario del grande maestro fiammingo. La chiesa di San Gallo è invece lo sfondo della mostra Concilio di Stefano Cagol, curata da Gregor Jansen. Punto di partenza la sua città natale, Trento, che offre lo spunto per il titolo; in scena, attraverso video e installazione, le “convergenze parallele”, ossimori che riguardano il mondo della politica, quello naturale, ma anche quello mentale. Oltre alle chiese, anche un convento e un’abbazia. Cracked Culture?/The Quest for Identity in Contemporary Chinese Art si svolge tra il Convento del Santo Spirito e Palazzo Giustinian Recanati, per mostrare l’aspetto più autentico dell’arte cinese, che sullo scenario veneziano tenta di presentarsi svincolata dalle influenze occidentali.

L’Asia in senso più esteso è invece in mostra presso l’Abbazia di San Gregorio e Palazzo Mangilli – Valmarana, con Future Pass, un percorso che, ispirandosi allo Yin e allo Yang, indaga attraverso gli opposti (come East/West o Universal/Individual) il rapporto tra il mondo asiatico e quello occidentale, con una visione ad ampio raggio sui nuovi mezzi dell’era digitale. Legate al mondo asiatico sono inoltre: Il banchetto di Chun – te, esposizione di 21 fotografie dell’artista taiwanese Hsieh Chun – te, presso la Scoletta dei Battioro e dei Tiraoro; Days of Yi, negli Spiazzi dell’Arsenale, mostra personale dell’artista Yi Zhou, curata da Achille Bonito Oliva e da Chang Tsong-zung; Frog-topia Hong-kornucopia di Frog King che, adottata una rana come alter ego, esibisce una costruzione mentale all’interno della quale inserisce i suoi valori artistici; infine The Heard and the Unheard - Soundscape Taiwan, al Palazzo della Prigioni, presenta gli artisti Wang Hong-Kai e Su Yu-Hsien.

Dall’Asia al mondo arabo,
sempre guardando al futuro: i paesi dalla Tunisia all’Arabia Saudita sono protagonisti di The Future of a Promise, presso i Magazzini del Sale: una collettiva che ospita 25 opere recenti (tra fotografie, installazioni, pittura, scultura) che riflettono sulle condizioni politiche e sociali attuali in Medio Oriente, sui concetti di “futuro” e di “promessa”, così come l’arte può esprimerli e indagarli.
Nella sua continua sfida con la grande arte del passato, Barry X Ball, con Portraits and Masterpieces espone circa 20 sue installazione presso il Museo del Settecento Veneziano Ca’ Rezzonico, mentre a Palazzo Bollani Anton Ginzburg è alla ricerca di Hyperborea, con At the Back of the North Wind, un viaggio che prende avvio nel nord – ovest dell’America e si conclude nei territori settentrionali della Russia.

Tre le mostre legate proprio alla Russia. Un omaggio a Dmitri Prigov ha luogo presso l’Università Ca’ Foscari; alla Biblioteca Zenobiana del Temanza, Centro Studi e Documentazione della Cultura Armena c’è invece Anastasia Khoroshilova con Starie Novosti, un’installazione composta da 9 lightbox fotografici che ragiona sulla precarietà della memoria sociale. Infine, presso la Sala del Camino (ex – monastero dei SS. Cosma e Damiano), la collettiva I miss my enemies, organizzata da The Palaces of the Russian Museum Restoration Fund e curata da Oxana Maleeva.

Due gli artisti italiani presenti in questa rassegna di Eventi Collaterali. Il primo è Cristiano Pintaldi, che, sotto la curatela di Achille Bonito Oliva, espone presso l’Ex Cantiere Navale; Lucid Dreams è un’indagine, attuata con lavori pittorici, sulla percezione della realtà.
Con Pino Pascali. Ritorno a Venezia / Puglia Arte Contemporanea vengono invece esposti, a Palazzo Michiel dal Brusà, lavori poco conosciuti insieme ad altri inediti dell’artista barese Pino Pascali, scomparso prematuramente del 1968.

Due interessanti collettive, in una certa misura affini: Round the Clock allo Spazio Thetis (a cura di Martina Cavallarin) e l’ArtSway’s New Forest Pavilion a Palazzo Zenobio. La prima cerca di instaurare nuovi dialoghi tra l’arte ed ecosistemi sostenibili, attraverso l’uso di materiali leggeri come carta, cartone, cenere, vetro o acqua. Per la seconda, invece, ArtSway ha chiamato 6 artisti attivi nel Regno Unito e riflettere sul tema della nazionalità, del paesaggio e dell’ecologia.

Da segnalare, infine, il Future Generation Art Prize @Venice, a Palazzo Papadopoli, una rassegna a livello internazionale (19 artisti per 17 nazioni) di artisti under 35.

Ovviamente non tutti gli eventi collaterali possono rientrare in questo riassunto; per questo segnaliamo il link della pagina all’interno della quale potrete trovare le altre mostre e i dettagli per visitare quelle elencate qui sopra: labiennale.org/it/arte/esposizione/eventi-collaterali
giugno 2011









 

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